Interview with Screen Soda 2011

Dario Margeli interview with Italian Magazine Screen Soda

I did an interview with ScreenSoda in Italian. Recently this magazine has gone offline. So I am reproducing the interview here. For the English translation of the interview, scroll down to the bottom of the page.

Interview by the writer Michela Zanarella for Screen Soda

Screen soda: il tuo brano “Somebody Pull Me Up” sta riscuotendo molti con sensi in Italia, in Europa, ma anche in America. Ci racconti com è nata la canzone e quali tematiche tratta?

Dario Margeli : Fin dalla metà degli anni ’70, il sistema sociale che ha preso piede in Europa e negli Stati Uniti ha danneggiato la classe media e, a parte alcune eccezioni, a meno che tu non abbia ereditato una grossa ricchezza oppure tu sia particolarmente dotato, il tuo futuro è stato già definito: per la maggior parte della vita dovrai lottare e chiedere prestiti in banca e pagare interessi. Io volevo fare il musicista prima di andare all’Università, ma siccome ho dovuto iniziare la mia vita da adulto senza nessun aiuto esterno, ho dovuto abbandonare la musica perlavorare in ufficio. Mentre lavoravo nel campo della tecnologia avanzata ho potuto vivere sulla pelle queste sensazioni frustranti e la povertà totale, con la sensazione di non andare da nessuna parte nella vita. Ho voluto trasformare queste sensazioni in una canzone e così è nata Somebody Pull Me Up. La canzone parla di quando ti ritrovi con le carte sbagliate, ovvero di quando diventi povero. Ultimamente sembra sia vereamente difficile cambiare il tuo destino, la tua posizione. Lavorare per le multinazionali ci rende poveri e infatti nella canzone parlo di “a system that’s killing you” (un sistema che ti sta uccidendo). Il testo parla di come le persone normali si sentano intrappolate in un sistema sociale che offre solo lavori mal pagati e vengono spinte verso un futuro deprimente. Musicalmente, parto da alcune scale persiane molto antiche , sulle quali improvviso cercando di trovare dei testi che possano andare bene, poi adatto queste parti in chiave occidentale.

Screen soda:D- Vuoi spiegare ai lettori di Screen Soda come seientrato nel mondo dellamusica?

Dario Margeli:
Ho studiato musica negli anni ’80 con alcuni importanti musicisti locali. Poi ho suonato il basso e ho avuto un gruppo. Ho capito che quello che mi interessava di più era scrivere canzoni. Ho studiato teoría musicale, ma ho veramente imparato a scrivere canzoni analizzando la musica di artisti funk degli anni ’70 e ’80, come Chic (Nile Rodgers), Brass Construction e Prince. La black music è molto adatta per studiare come si costruisce una canzone perchè è semplice e molto strutturata. Nel 1990 ho registrato due demo, ma erano gli anni in cui essere un cantante non era più di moda. Era l’epoca dei Nirvana e andava il grunge e la gente voleva gruppi rock con l’aspetto trasandato. Così ho dovuto lasciare la musica, andare all’univerisità e lavorare in ufficio. Nel 1999, negli Stati Uniti, sono diventato amico di un famoso compositore, che aveva problemi economici nonostante fosse famoso. Dieci anni dopo, mi sono trovato a dire tra me e me, che alla fine quando quella persona morirà potrà dire di avere fatto alcune cose e di aver lasciato il segno sulla terra. Quelli come noi che hanno un lavoro normale, cosa lasceranno in eredità al mondo se non hanno figli? Così, mentre ancora lavoravo in ufficio, ho comperato i programmi necessari per avere uno studio musicale a casa. Ho scritto la mia prima canzone, sbagliando anche, all’inizio, ma poi ho iniziato a collaborare con grandi musicisti su internet per migliorare quello che stavo facendo. Per primo ho conosciuto un bravissimo chitarrista Americano,della Florida, che si chiama Hugh Williams, con cui lavorovia internet. Poi, sempre attraverso internet, lavoro con un produttore e DJ Ungherese che si chiama BiTbear. Il compositore di testi con cui lavoro più spesso si chiama Roberto Caiato ed è di Torino. Posso dire che è grazie ad internet che ho potuto entrare nel mondo della musica.

Screen soda:- Hai vissuto tanti anni negli StatiUniti, come viene vista in America la musica italiana?

Dario Margeli :
Ho lasciato gli StatiUniti nel 2004 e adesso non so cosa succedalà. Maneglianni 90 la gente comprava molti CD, primache la musica si potessescaricare gratuitamente, e illegalmente, da internet. Negli anni 90 uno dei pochi divertimenti che c’erano, negli StatiUniti, era andare nei negozi di dischi come TOWER Records, all’epoca erano veramente dei negozi in cui ti ci potevi perdere. Trovavi sempre la sezione WorldMusic in cui c’erano i CD Italiani importati. Alla fine dei ’90 l’economia negli USA andava a gonfie vele e la gente andava nei negozi di CD e comprava i dischi anche solo perchè Mietta sembrava sexy sulla copertina o perchè una foto di Gianluca Grignani poteva farsognare ad una ragazza di passare un semestre a Firenze con uno di quei programmi per lo studioall’estero. Uno dei miei ricordi più belli è di quando una volta, nel 1998, in una giornata assolata, guidai fino a Berkeley, in California, e in un famoso negozio di dischi che si chiavama Amoeba comprai il CD di Pino Daniele “Non calpestare i fiorinel deserto” e l’ho sentito per tutto il viaggio di ritorno, verso casa. In realtà, negli USA, la radio è molto conservatrice, molto chiusa, non danno mai música nuova, suonano solo grandi successi, la stessac anzone in continuazione. Trasmettono solo canzoni in Inglese, che siano Americane o Britanniche. Il resto del mondo non esiste. Non ti capitamai di ascoltare canzoni in Francese o in Italiano e anche i generi musicali sono molto separati. Ad esempio, una stazione trasmette solo rock e un’altra solo R’n’B. Le canzoni in Spagnolo sono trasmesse solo da stazioni per gli immigrati Messicani.
La cultura Americana è contro gli interventi dello stato, così le radio lavorano solo con le richieste del mercato e trasmettono solo canzoni che la gente è già abituata ad ascoltare. Non si prendono il rischio di mandare in onda qualcosa di Italiano, per loro sarebbe troppo azzardato. E’ triste da dire, ma i nostri governi in Italia, Germania, Grecia e Spagna sarebbero dovuti intervenire fin dagli anni ’60 per chiedere agli Americani e Inglesi di dedicare una percentuale della música trasmessa alla nostra música, nella nostra lingua o combattere contro l’ostruzionismo che fanno contro la nostra cultura. In questo modo sarebbero stati obbligati ad essere più aperti verso di noi, come noi lo siamo verso di loro. I Francesi e i Canadesi hanno fatto qualcosa di simile e sono riusciti a proteggere meglio i loro artisti e la loro cultura. L’unica musica Italiana che gli Americani conoscono attualmente è la musica lirica.

Screen soda:D- Hai lavorato per la casa discografica americana “StonesThrow Records”, parlaci di questa esperienza professionale.

Dario Margeli:
Colleziono 45 giri e ho un sito dedicato ai 45 giri molto rari. Alle fine del 2009, sono stato assunto da una casa discografica californiana per lavorare alla redazione del libretto di un CD/Doppio vinile della leggenda del rock psichedelico anni ’70 Kourosh Yaghamei. Il disco ha avuto molto successo e ci sono stati articoli e menzioni sul Los Angeles Times e su UNCUT Magazine e altre pubblicazioni.Ho avuto questa possibilità perchè il proprietario dalla casa discografica californiana Now Again (Stones Throw Records) aveva visto il 45 giri di Kourosh sul mio sito.
L’emozione di lavorare su questoalbum mi ha fatto desiderare di tornare a fare musica. Come sai, per colpa della piratería musicale, la gente dà poco valore alla música perchè tanto non gli costa niente e ne può scaricare quanta vuole senza nessuna spesa. Ma società come la Now Again, fanno in modo che la gente apprezzi la música, per esempio, producendo edizioni speciali del disco di Kourosh che consiste in un cofanetto con le riproduzioni fedeli dei suoi 45 giri! Non è cosa stupenda? I ragazzi lo vedono e capiscono che la música è qualcosa di più di un semplice file scaricato da Internet, trovano un prodotto ben curato e la música negiova. Questo per me è molto importante.

Screen soda:D- Secondo te quale funzione deve avere la musica in un tempo di incertezze globali?

Dario Margeli:
Ascolto pochissima musica e la ragione è che non sopporto sentire sempre le solite canzoni d’amore con testi come “ti amo”, “non andartene”, “torna con me” e così via. Alle volte sento delle canzoni che hanno una musica bellissiama, ma i testi sono sempre i tipici testi d’amore e mi fanno arrabbiare. Allora smetto di ascoltare. Stiamo vivendo in tempi molto difficili, il cinque per cento della popolazione ha quasi tutta la ricchezza, mentre l’ottanta per cente soffre. Lo storico Josep Fontana, dice che la situazione è peggiore di quello che avrebbero voluto i nazisti e la ragione è che i governi stanno proteggendo solo i ricchi così che non abbiano paura delle masse. Nel passato, i ricchi si creavano delle protezioni perchè avevano paura delle masse dei poveri. Ma questo è il primo periodo della storia dell’umanità in cui i ricchi non hanno paura delle masse.
Com’è possibile che con una situazione orribile come questa non ci siano canzoni che parlino della nostra situazione sociale e della povertà? Negli anni ’70 c’erano Fabrizio De André, gli Aguaviva, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni e Franco Battiato che cantavano dei problemi sociali. Oggi i ricchi controllano la musica e hanno deciso che fanno soldi più facilemente vendendo Britney Spears agli Italiani. La gente del sud d’Europa dovrebbe essere furiosa. Queste grandi società, gestite da pochi ricchi, vendono Rihanna e Coldplay agli Italiani come una droga che ti ottenebra il cervello. Dobbiamo proteggere e promuovere testi intelligenti che parlano dei nostri problemi sociali e del nostro futuro.

Screen soda:D- Progetti ed ambizioni future.

Dario Margeli: Attualmente pubblico i miei singoli in formato digitale su iTunes singles accompagnati dai video, uno dopo l’altro. La mia prossima canzone è in Italiano e si intitola “Niente importa tanto”, scritta con l’aiuto di Roberto Caiato per i testi. Verrà pubblicata all’inizio di Dicembre di quest’anno. Abbiamo già girato il video, ma devo ancora finire il montaggio. Sto lavorando con un chitarrista molto disponibile e bravo, via email, che si chiama Rafa Hat Trick. Nel 2012, pubblicherò una nuova canzone, probabilmente di nuovo con i testi di Roberto Caiato. E poi, a meno che succeda un miracolo o qualcuno decida di aiutarmi o sponsorizzarmi, entro l’estate del 2012 inizierò di nuovo a guardarmi in giro per un nuovo lavoro da impiegato e lascerò perdere la musica così da poter almeno avere un tetto sulla testa.

Link:
Dario Margeli:

http://facebook.com/dario.margeli

http://facebook.com/margelimusic

http://www.dariointernet.com

Email:

dariointernet@gmail.com

Somebody Pull Me Up Video:

http://www.youtube.com/watch?v=o8dLgG_4nuY

YouTube Channel:

http://www.youtube.com/user/dariomargeli

BiTbear:

http://soundcloud.com/bitbear

Roberto Caiato:

https://www.facebook.com/profile.php?id=1554501692

Amoeba:

http://www.amoeba.com/

Stones Throw Records:

http://www.stonesthrow.com/news/2011/07/kourosh-back-from-the-brink

Los Angeles Times Article with Dario Margeli:

http://www.latimes.com/entertainment/news/la-ca-iranian-rock-reissues-20110821,0,3289584.story

http://lat.ms/qfbjXD

Sito 45 Giri:

http://www.irannostalgia.com

Rafa Hat Trick:

https://www.facebook.com/pages/HAT-TRICK/142671569079017

Josep Fontana:

http://www.publico.es/culturas/407728/ni-siquiera-el-fascismo-logro-lo-que-ha-conseguido-el-capitalismo

http://bit.ly/t0eVa8

English translation

Screen soda: About your song “Somebody Pull Me Up” can you tell us how the song was born and what it tals about?

Answer: Since the mid 1970s the social system that is in place in Europe and the US is unfair to the middle class and despite few exceptions in most cases unless you have inherited wealth or unless you are exceptionally gifted, then your fate is sealed and most of your life you will be struggling and you will always be takiing loans from banks and paying interests. I wanted to be a musician before going to University, but because I had to start my adult life without any help, I had to abandon music and instead had to take regular office jobs for work. While working in these office jobs in the High Tech industry I lived first hand these feelings of frustration and eternal poverty and not getting anywhere in life. I am approaching middle age and I still have no home. I wanted to put these feelings into a song and so I wrote Somebody Pull Me Up. The song talks about having the wrong cards, which means is the equivalent of being poor. It is very difficult to break with your fate these days. This system of working for big corporation is making us poor and in the song I talk about “a system that’s killing you”. The song talks about how the typical person feels trapped in a social system that offers only low paying jobs pushing us towards a depressing future. Musically, I work with old Persian musical scales and while I sing these improvisations I see which of my lyrics might be a fit with these improvisations. Then I adapt these parts with a western musica key that closely fits the Persian one.

Screen soda:D- How did you get started in music?

Answer: I studied music in the 1980’s with important musicians. I played bass and even had a band. I realised that what I really liked was to write songs. I had studied music theory, but I really learned songwriting by analysing music scores by funk artists from the 70s and 80s like Chic (Nile Rodgers), Brass Construction and Prince. Black music is very good for learning songwriting because it is simple and very structured. In 1990 I recorded two demo cassettes, but it was a time when solo male singers were no longer acceptable. It was when Nirvana and grunge was big and people wanted rock bands looking like drug addicts. Then for many years I had to abandon music to go to the University and to work in offices. In 2010 I realized the job I was working at, for an Italian company, was going nowhere and that life was passing by. In the year 1999 in the U.S, I had befriended a very famous songwriter, who despite being famous had financial dificulties. Ten years later, I was telling myself, at least when that guy is dying he can say he has done certain things and left his mark in this world. Those of us working regular jobs, what do we leave behind if we don’t have kids? So while I still had my office job, I bought the computer software necessary to start my own music studio at home. I created my first song and made some mistakes initially too. But then I started collaborating with great musicians over the internet to improve my music. First I found an amazing guitar player from Florida, called Hugh Williams, with whome I worked over the internet. Also over the internet I work with a DJ producer called BiTbear in Budapest. The lyricist I work with most often , Roberto Caiato, is in Turin. I would say that thanks to the internet I was able to enter the world of music.

Screen soda:- You have lived many years in the U.S.A, how do Americans see Italian Music?

Answer: I left United States in 2004, so I have little idea what has been going on after that. But in the 1990’s one of the passtimes of most people was to go to the record store and buy lot’s of CD’s, this before the start of “online Piracy”. Going to big record stores like TOWER was one of the few fun things one could do in the US. Back then those were very big stores. These big stores used to have a WORLD section and there was always a section dedicated to imported Italian CD. In the late 90s the economy in the US was doing well so there were people that could go to the CD store and just buy CD’s out of interest just because Mietta looks hot on the jacket of her CD or because Gianlucca Grignani picture makes a girl dream about spending a semester in Firenze as an exchange student. One of my best memories in life is one time in 1998 when it was very sunny and I drove to Berkeley in California and in a famous record store there called Amoeba I bought a Pino Daniele CD “non Calpestare ..” and listened to it all the way back during the long drive home. In reality in the United States radio is very closed minded and dificult. They do not play new music. They just play big hits. The same songs over and over again. They only play music that is in English and is either American or British. The rest of the world does not exist. You never hear anything in French or Italian. Also musical formats are very seperated. So one station only plays rock while another only plays R+B. Spanish language songs are only played in radio aimed at Mexican Immigrants. American culture is against government intervention, so radio functions based on market demand. Because of this they only play what people are used to hearing. They don’t take risks and playing something in Italian for them feels like a risk. It is very sad, but our governments in Italy, Germany, Greece and Spain in the 1960´s should have interveened to ask the Americans and British to also dedicate a percentage of airplay to our music in our language or face protection percentage limitation ban with us. This way they would have been forced to be open minded towards us the way we were open minded towards them. French and Canadians did something like that and they were able to protect their culture and artists better. The only Italian music that americans know about these days is classical music such or Opera.

Answer:I collect 45rpm vinyl records and had a website dedicated to very rare 45rpm’s. In late 2009, I was hired by a record company in California to work on a 2xCD/Double Vinyl for 1970s Psychedelic rock legend Kourosh Yaghamei(Stones Throw ). I worked on creating the extensive booklet that goes with this double CD that has had lots of success with mentions and articles in LA TIMES, UNCUT Magazine and other publications. I had this opportunity because the owner of the Californian Record Label Now Again (Stones Throw Records) had seen Kourosh’s 45rpm’s on my website.
The excitement of being part of the Kourosh Yaghmaei album made me want to pick up the guitar and make music once again.

As you know, these days because of piracy, people have little value for music because they get it for free. But companies like Now Again, make people appreciate music. For example, they have released a special edition of the Kourosh album which consists of a box with exact reproductions of his 1970s 45 rpms!! Isn’t that special? Kids see this and understand that the music in that box is valuable, that it is important.

I listen to very little music, and the reason is that I cannot stand listening constantly to the typical love song lyrics of “I love you”, “don’t go”, “come back”, etc. Sometimes I hear a song and the music is really good but the lyrics is another typical love song and it makes me angry. I will not listen and I will throw it away.
We are living very horrible times. Five percent of the population has almost all the money while 80% of us are suffering. Historian Josep Fontana, says that this is worst than what the Nazi’s had wanted and that the reason why it has come to this is that governments are protecting the rich and so the rich no longer have fear of the masses. In the past, rich people made consetions because they were afraid of poor masses. But this is the first time in history of mankind that the rich have no fear of the masses.
How can it be that with such a horrible situation there are not enough songs or music that talk about our social situation and about poverty. In the 70s you had Fabriziio De Andre, Aguaviva, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Franco Battiato singing about social problems. Today rich people control the music and have decided that they make more easy money selling Britaney Spears to Italians. People in South Europe should be outraged. These big companies that are run by a few rich people are selling Rhihana and Coldpaly to Italians like a drug that nubms your brains. We need to protect and promote meaningful lyrics that talke about our social problems and about our future

I realese single digital iTunes singles with its corresponding music video. One after the other. My next song is in Italian and it is called “Niente Importa Tanto” with help in the Italian lyrics from Roberto Caiato. It will be released early December 2011. We have already filmed the music video, but need to do the editing -montage-. I am working with a very nice and friendly guitar player over the internet, by exchanging emails, called Rafa Hat Trick. In 2012, I will release one more song, probably again with lyrics by Roberto Caiato. Then unless there is a miracle and someone decides to help me or sponsor me, I will have to start looking for a new office job again by Summer of 2012 and forget about making music, so I can keep a roof on my head.






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